LO SCREENING

Al momento della prenotazione della colonscopia vengono fornite alcune indicazioni sulla dieta da seguire nei giorni precedenti l’esame e sulla preparazione. Tutto quello che viene indicato deve essere eseguito scrupolosamente: dalla preparazione della soluzione lassativa alla sua completa assunzione.

COS’È LO SCREENING DEL COLON-RETTO

Con il termine screening sono indicati gli esami condotti su una ampia fascia di popolazione, allo scopo di prevenire l’insorgenza o la progressione di eventuali malattie; nel caso degli screening oncologici, lo scopo è individuare precocemente un tumore o il suo precursore. In Italia, i programmi di screening del colon-retto come primo passo prevedono la ricerca del sangue occulto nelle feci con un test (indicato anche con la sigla SOF). L’esame consiste nella raccolta, a casa, di un piccolo campione di feci che successivamente vengono analizzate per ricercare tracce di sangue non visibili a occhio nudo con lo scopo di rilevare perdite anche scarse di sangue dal tratto intestinale. Lo screening del colon-retto viene proposto a tutte le persone tra i 50 e i 69 anni.

In caso di negatività del test SOF, quest’ultimo sarà da ripetere dopo due anni. In caso di positività, cioè di presenza di sangue nelle feci, è necessario eseguire una colonscopia per una valutazione delle condizioni delle pareti intestinali, e la ricerca di eventuali polipi.

Unica eccezione è la regione Piemonte dove si utilizza un’altra modalità di screening: viene proposta la rettosigmoidoscopia, che esamina solo l’ultima parte del colon ed è eseguita all’età di 58-60 anni. Se l’esame rileva polipi o altre formazioni tumorali, viene eseguita una colonscopia completa.

I PROGRAMMI DI SCREENING IN ITALIA

In Italia, secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, hanno aderito ai programmi di screening nel periodo 2015-2018, 47% delle persone (Popolazione di riferimento: 16241678) nella fascia di età 50-69 anni. Questi hanno eseguito uno dei due esami per la diagnosi precoce dei tumori colorettali a scopo preventivo, ricerca del sangue occulto fecale, oppure rettosigmoidoscopia.

È bene sottolineare l’importanza di eseguire una colonscopia qualora il test di screening risulti positivo.

I NUMERI DEL TUMORE AL COLON

Si stima che in Italia ci siano circa 49 mila nuove diagnosi l’anno di tumore del colon-retto. Questo tumore è la seconda neoplasia più frequente tra quelle maligne nella popolazione generale. L’incidenza di tumore al colon aumenta con l’età: 9 persone su 10 con tumore al colon, hanno più di 50 anni. Esiste però una predisposizione ereditaria, che può far comparire la neoplasia anche in età più giovane. L’incidenza del cancro al colon è in aumento nella popolazione generale.

La prevenzione attraverso lo screening con ricerca di sangue occulto, che permette una diagnosi precoce, ha un ruolo importante nel migliorare la prognosi della malattia.

SCREENING POSITIVO O NEGATIVO?

Se i risultati degli esami di screening sono negativi, il paziente dovrà sottoporsi ad un altro screening dopo due anni.

Diverso il percorso di chi ha una positività al test: deve essere subito programmata una colonscopia di approfondimento, che valuterà la eventuale presenza di lesioni.

IL CONSENSO INFORMATO

Prima di essere sottoposti all’esame di colonscopia, come avviene per altre procedure mediche, è necessario firmare il consenso informato. Si tratta di un documento che costituisce un diritto ad essere informato, in modo comprensibile e corretto, delle proprie condizioni di salute e dei rischi e dei benefici offerti dalle procedure mediche a cui ci si sta per sottoporre, compresi i disagi e le eventuali complicanze, ma anche delle conseguenze della loro mancata attuazione e delle possibili alternative terapeutiche. Nel documento di consenso informato viene inserito anche il nome delle persone alle quali il medico può riferire le condizioni del paziente. Il consenso informato rientra nella relazione di cura e fiducia tra paziente e medico.