Screening

Screening Colorettale

In Italia, quasi tutti i programmi di screening del colon-retto prevedono un esame molto semplice, il test del sangue occulto nelle feci (normalmente nelle persone tra i 50 e i 69 anni) che ha lo scopo di rilevare anche minime perdite di sangue dal tratto intestinale.

In caso di negatività, si richiede la ripetizione del test dopo 2 anni. In caso di risultato positivo, invece, è indispensabile sottoporsi alla colonscopia per ricercare possibili polipi o forme tumorali.

In Piemonte, invece, si utilizza un’altra modalità di screening. In questa regione è prevista la rettosigmoidoscopia (che investiga solo l’ultima parte del colon), eseguita all’età di 58-60 anni. Anche in questo caso, se l’esame rileva dei polipi, degli adenomi o tumori, si prevede l’esecuzione di una colonscopia per valutare l’intero colon.

 

 

Adesione ai programmi di screening

"In Italia l’attività di screening colorettale mostra una costante espansione: nel solo 2017 sono state invitate circa 6 milioni e 250 mila persone, 300 mila in più rispetto al 2016. L’adesione all’invito appare stabile, purtroppo, su valori di poco superiori al 40%.
Si è rilevato che un quarto delle persone positive al test per la ricerca del sangue occulto fecale, e quindi a rischio di carcinoma o adenoma, purtroppo non ha aderito alla successiva colonscopia di approfondimento. È quindi molto importante procedere con l’esame endoscopico prima di incorrere in tumori diagnosticati tardivamente."

Dall'articolo "lo screening colonrettale" dell'Osservatorio nazionale screening. 

 

 

Prevenzione del tumore al colon

"Il cancro del colon-retto è purtroppo piuttosto frequente tra i tumori: si trova al secondo posto sia tra gli uomini (15%) sia tra le donne (13%), preceduto rispettivamente dal tumore alla prostata e alla mammella (dati 2018)."
Dall'articolo "lo screening colonrettale" dell'Osservatorio nazionale screening. 

L’evoluzione dei tumori del colon da benigni a maligni è fortunatamente lento; questo processo richiede infatti dai 5 ai 10 anni. Ecco perché è importante la prevenzione tramite i programmi di screening per diagnosticare il cancro in fase precoce.

Quali sono gli esiti di uno screening

Se gli esami di screening danno esito negativo, il paziente dovrà sottoporsi nuovamente al test dopo 2 anni mentre se l’esito è positivo, verrà subito programmata una colonscopia di approfondimento. La colonscopia valuterà la presenza di lesioni e se sono benigne o maligne.

 

 

Consenso informato

Come per tutti gli atti medici, il paziente che si accinge a sottoporsi a una colonscopia, che sia di screening o meno, deve sapere che ha diritto a essere informato, in forma comprensibile e corretta, delle proprie condizioni e di tutti gli atti terapeutici, di ordine medico e chirurgico, che i sanitari intendono intraprendere sulla sua persona, anche in relazione ai rischi, ai disagi e alle complicanze dei medesimi, nonché delle conseguenze della loro mancata attuazione e delle possibili alternative terapeutiche.

Il paziente può mantenere riservate le notizie sulle sue condizioni o al contrario indicare una o più persone cui desidera che vengano rivelate. In genere in queste situazioni la figura del caregiver può rappresentare un importante supporto per comprendere a pieno quanto viene spiegato dai sanitari.  Spesso infatti prima di una visita medica, si è in uno stato di ansia e preoccupazione tale da offuscare la capacità di comprensione.