Caregiver

Inquadramento pazienti

Occlusioni, infiammazioni, neoplasie, sono solo alcuni dei problemi per i quali la colonscopia rappresenta un ottimo esame per osservare la parte interna del colon e del retto e le pareti dell’intestino crasso. Si tratta di un esame di screening diagnostico consigliato non solo per alcune patologie ma anche come controllo, per tutti i pazienti oltre ai 50 anni, con una cadenza consigliata dal medico curante, o per coloro che, a prescindere dall’età, sono a rischio per familiarità per tumori all’intestino o presenza pregressa di lesioni o infiammazioni intestinali. In genere vengono chiamati a fare screening di controllo colon-rettale persone di età compresa tra i 50 e i 69.

Accompagnatori

La colonscopia si tratta di un esame invasivo, che consiste nell’introduzione, attraverso l’orifizio anale e fino al grosso intestino, di una sonda flessibile dal diametro variabile, che porta alla sua estremità delle fibre ottiche che trasmettono le immagini a un video. Attraverso un canale dello strumento viene inserita aria per distendere i tessuti e agevolare la visione.

Sebbene sia ben tollerato, richiede, oltre alla somministrazione di farmaci antidolorifici, una sedazione, anche se minima, pertanto è meglio che un familiare o caregiver accompagni il paziente a fare l’esame. È infatti sconsigliabile che, concluso l’esame, si metta al volante

Sedazione

A seconda della situazione e delle caratteristiche del paziente, esistono diverse opzioni:

  • sedazione cosciente, con la somministrazione di un leggero sedativo che rilassa ma permette di restare vigili
  • sedazione profonda, che richiede maggiori dosi di sedativo e rende il paziente non consapevole di quanto gli accade
  • anestesia totale: in questo caso il paziente viene fatto addormentare
  • senza sedazione, se così viene richiesto dal paziente. Si tratta di una modalità meno consigliabile.

Una volta a casa saranno sufficienti alcune ore di riposo per ritornare in forze. Leggeri dolori, come piccoli crampi, gonfiore addominale, o meteorismo sono normali e non devono destare preoccupazioni.

Dolore

Dopo poche ore (non meno di due) dall’esame, il paziente può riprendere ad alimentarsi, anche se con gradualità. Meglio preparare qualcosa di adeguato, per evitare sintomi intestinali quali stipsi e diarrea. Il consiglio, per le 24 ore successive, è quello di privilegiare frutta, verdura e fibre solubili che regolarizzano l’attività intestinale. Meglio evitare alcolici, caffè, integratori, eliminare cibi grassi, speziati, salumi, intingoli, fritti e preferire frutta, verdura, legumi sbucciati e/o alimenti liquidi come il passato di verdura. Questi ultimi aiutano anche a ripristinare l’idratazione, ma è sempre consigliabile bere molta acqua. Consumare yogurt può favorire la formazione della flora batterica intestinale.

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